Barbara Fabbroni vive e lavora ad Arezzo. Laureata
in Psicologia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli
Studi di Firenze.
Master of Teacher
of Reiki. In formazione presso la Scuola di Psicoterapia Strategica Breve e
la Scuola di Counselling e Analisi Transazionale
Integrativa di Base”..
Ha collaborato con la rivista “Essere” redatta
dal Ceis.
Maria Assunta Giusti, Psicologa Psicoterapeuta,
Analista Transazionale Clinico, Supervisore Didatta in contratto. Docente
presso le scuole di
specializzazione di A.T. in Torino e Napoli,
direttore e didatta responsabile per il corso di Counselling e Psicoterapia
Integrativa in Arezzo e Roma,
docente Master Specializzazione presso
Università di Siena e Pisa. Psicoterapeuta per bambini responsabile per il
settore autismo presso l'Istituto
Riabilitativo Medaglia Miracolosa (Viciomaggio
- AR). Svolge la sua attività di Psicoterapeuta per bambini, coppie, adulti
in individuale e gruppo
presso il proprio studio in Arezzo.
Anoressia
e Bulimia: una strategia per esistere.
Coraggioso lo scritto dell’autrice che affronta un argomento tanto
dibattuto e narrato. Coraggioso anche perché scritto con coscienza e con
amore. Il tema è analizzato da più prospettive e questo ci permette sia di
averne una visione completa, sia di elaborare il messaggio profondo
dell’autrice: È alla persona, nella sua totalità, che deve essere
rivolta la cura e l’ascolto e non al singolo sintomo avulso dal suo
contesto o contenitore-corpo.
Barbara
Fabbroni parte quindi da una visione storica e sociale di questo fenomeno,
elaborandone il significato in epoche passate (vita delle Sante e Martiri)
fino ai giorni nostri; elabora l’aspetto diagnostico e prettamente clinico
prendendo in visione diverse scuole di pensiero e infine traccia un profilo
più nitido attraverso la narrazione della storia di una donna... in
cammino..
L’approfondimento
delle dinamiche anoressiche e bulimiche è soprattutto letto in chiave
psicoanalitica e psicodinamica. Il sintomo è ciò che condanna e ciò che
salva, ma soprattutto parla. Parla del dolore e della solitudine della
persona affetta da questo disturbo. Il corpo è la sede del sintomo, ma ne
è anche il narratore principale. Sono corpi che si svuotano e che si
riempiono, quelli delle anoressiche e delle bulimiche. Corpi che cercano lo
sguardo dell’Altro mentre tentano di evitarlo, corpi che vogliono esserci
senza esserci, che vivono la contraddizione nel e del loro esistere. …
(dalla
prefazione della dr.sa M. A. Giusti)