Di cosa parla
Un thriller brevissimo, intenso e teso, bianco di
neve e nero di morte, ambientato in un piccolo paese toscano.
Il male è ovunque, così come il bene. La
difficoltà sa nel saper distinguere l’uno dall’altro.
Una vicenda avvolta in una coltre soffice di neve
che diviene co-protagonista della vicenda. Neve, la quale
contrariamente al suo candore, appare come una cappa scura che
cela tutto, portando l’alito della morte e spazzando ogni
traccia di vita, così come cancella le impronte lasciate dalla
perpetua e dal conte al loro passaggio.
A chi è rivolto
A tutti gli appassionati di questo genere
giallo-thriller.
Chi l’ha scritto
Gianni
Brunacci, vive e lavora ad Arezzo. E’ autore di svariati
racconti ed articoli giornalistici, disegnato vignette satiriche
per un settimanale aretino e pubblicato due romanzi brevi. Il
primo, IL VERSO DELLE ALLODOLE, nel luglio 2004 per la Alberti
& C. Editori, il secondo, LA MALEDIZIONE DEI CERCHIAI, nel
novembre 2005. Sotto lo pseudonimo di Marco G. Balacco ha
pubblicato il romanzo IL BUSSINO SONA SEMPRE TRE
VOLTE.
Cos’ha di particolare
Un racconto che nella
sua brevità contiene tutti gli elementi indispensabili ad un
thriller. Ritmo incalzante, suspense… Una vicenda in cui domina
la morte, una morte purificatrice nella sua crudeltà e brutalità,
ma soprattutto vi è la contrapposizione di due forze: bene e male
poste nei piatti della bilancia. L’ago? L’uomo, che con la sua
forza di volontà deve scegliere costantemente tra le due nel
corso della vita.
Il personaggio della
perpetua rispecchia pienamente la tradizione che la vuole
impicciona delle faccende altrui, decisa ad andare in fondo alle
cose…, e anche la figura del conte è molto realistica: un uomo
non più giovane, con sulle spalle molti anni in più rispetto
alla moglie, legato a quest’ultima da affetto ma soprattutto
dalla paura della solitudine. Il parroco rappresenta la debolezza
umana, l’incapacità di perseguire il giusto e passare
dall’altra parte giustificando la scelta sbagliata quasi come
volontà del signore.