Caratteristiche - Dimensioni: 14 x 21,5 cm - Confezione: brossura - Copertina: a colori - Pagine: 124  - Prezzo di copertina: Euro  12,00 (L. 23.235) -  ISBN 88-89664-01-0
 
 
Antonio Ripamonti è nato nel 1953 ad Arezzo e, dopo essersi laureato in materie economiche vive e lavora in Casentino. Nei suoi frequenti e lunghi viaggi di lavoro è entrato in contatto con molti culture a noi lontane cercando di approfondirne la conoscenza. Da sempre appassionato di archeologia e di storia delle religioni, con la lettura, in giovane età, di autori quali Campbell ed Eliade ha scoperto il fantastico mondo del mito e del simbolo ed il suo profondo legame con la poesia. Questa ricerca di un senso della tragicità della vita, del destino umano e della sua liberazione attraverso la conoscenza del linguaggio della natura ha dato vita ad una raccolta di riflessioni da cui è nato questo scritto. Gocce di memoria è la sua prima raccolta di poesie.
Il buio costituisce un'esperienza con cui ogni essere umano deve confrontarsi; inibisce la vista del mondo circostante e ci fa piombare in una dimensione di incertezza, se non di timore o di vero e proprio terrore, per quelle presenze non percepite, ma temute, per quel silenzio che spesso l'accompagna e che lo rende assai vicino ad una sorta di "nulla" che rischia di mettere in forse la stessa percezione della nostra esistenza: insomma, una sorta di senso di morte che ci attanaglia, una percezione di non-essere che ci percorre con un brivido.
È sufficiente però che si accenda una piccola luce perché i contorni del mondo circostante si materializzino, non nella loro piena evidenza, ma in maniera velata, con contorni sfumati ma familiari, come un tratto appena accennato che ci rassicura, come un sogno che ci culla. Intorno a noi si crea un mondo rassicurante con cui la nostra presenza si fonde: il macrocosmo si unisce al nostro microcosmo, il mondo si ferma, e questa stasi, un'immobilità quasi eterna, senza tempo, ci permette di guardare dentro noi stessi, di guardare a quella piccola luce o al biancore della luna o al brillare delle stelle come alla nostra coscienza che ci guida e ci consola nel nostro percorso di pace e di sofferenza…     (dalla prefazione)