Eugenio Manneschi
è laureato in Utroque Iure – Diritto Canonico e Civile – e ha
frequentato lo Studio della Rota Romana.
Ha pubblicato:
“Animali d’oggi”
(1983)
“Sul ciglio del cielo”
(1991)
“Le origini e le vicende
storiche del patrimonio del monastero di Camaldoli”
(1993)
Eugenio
Manneschi torna ad affidare ad un novus libellus pensieri
e riflessioni che hanno tutto il valore e la sostanza di un diario di bordo
nel quale si fa il punto col sestante di una raggiunta, profonda serenità
nel disegnare la trama esistenziale di chi può ben a ragione dire vixi.
E
lo fa con un tono che per essere sommesso e "minore" non è per
questo meno intenso e persuasivo.
L'asciutta
essenzialità nel considerare trascorsi archiviati, ma non dimenticati e
sepolti, non è mai nichilistica aridità perché il vento passa,
ma l'Eternità rimane, e rimangono i giorni
di festa, il sole e l’aurora che mi ha
innamorato (Fui vivo: questa lirica, per quanto “vecchìa”
di un decennio potrebbe essere considerata il momento magico del breve
canzoniere!).
Si
impongono la freschezza delle sensazioni (L’aria è incerta / solcata
dal volo / dei balestrucci / ancora incapaci / di un lungo cammino),
il senso del mistero che, insito nel cosmo, si riflette nel
microcosmo della vita quotidiana (La luna e le Pleiadi / attardano...
dietro lo stagno / ancora una luce / si leva), il senso
impressionistico del colore (La dalia col gusto dell’ascesa / dischiude
il boccio. / Il rosso carminio si accende ogni giorno)…
Tratto
dalla prefazione del prof. Claudio Santori