Caratteristiche: Dimensioni: 17 x 24 cm. - Confezione: a filo di refe - Copertina: brossura plastificata a colori - Pagine: 240 ca. - Prezzo: L. 28.000

 

L'AUTORE: Attilio Drondi. E' superfluo sottolineare la figura del Prof. Droandi, docente, poeta, scrittore, cultore di studi storici e autore di numerose pubblicazioni fra le quali ricordiamo:

- 1288 - Pieve al Toppo

- 1289 - Campaldino

- Arezzo, Arezzo - storia dell'arte e della vita della città.

- Il cimitero dei soldati - raccolta di poesie illustrate dall'Autore.

- Masaccio - pittore di Valdarno

- Sotto l'occhio di Giove (Poesie)

Attilio Droandi era un grafico e un pittore ben conosciuto per aver partecipato a mostre e concorsi di importanza nazionale.

IL LIBRO: Lo Statuto del Comune di Arezzo del 1327 è il più antico che noi possediamo e da esso, in buona parte, derivano i successi per un tempo assai lungo, nelle disposizioni che non erano state superate dalle circostanze. Fu composto nella seconda metà di quell'anno, dopo la morte del Vescovo Tarlati, signore della città, avvenuta il 21 ottobre mentre col titolo di Difensori governavano i suoi familiari Rodolfo e Bettino, essendo Podestà Corraduccio di Roccacontrata. Era imperatore Lodovico di Baviera che il Vescovo Guido, ghibellino, aveva incoronato a Milano con la corona ferrea il 13 maggio dello stesso anno.

In precedenza (lo dice lo statuto stesso) si era provveduto a dare alla città degli statuti anno per anno. Quello del 1327, quindi, fu un serio, e riuscito, tentativo di giungere ad una legislazione più durevole.

Il testo è diviso in quattro libri. Il primo si occupa degli ufficiali del Comune, oltre che di questioni agricole ed economiche. Il secondo tratta delle festività, delle fiere e mercati, delle relazioni del Comune con gli altri limitrofi. Il terzo dà disposizioni per le cause civili, contratti, eredità, monete, ecc. Il quarto prevalentemente affronta questioni penali e regole per la vita cittadina. Il tutto con un ordine che non esclude l'attenzione verso argomenti diversi e spesso inseriti un po' arbitrariamente. Ne scaturisce una lettura interessantissima e varia. La vita pubblica e privata degli aretini del secolo XIV si svolge quasi sotto i nostri occhi in maniera vivacissima e, nel complesso, ben regolata. Nello Statuto medioevale troviamo norme che vorremmo non fossero mai state dimenticate.

Dell'opera esisteva finora soltanto il testo latino che Giulia Marri Camerani aveva interpretato dal manoscritto membranaceo conservato a Firenze, pubblicato nel 1946. Il Prof. Attilio Droandi lo ha tradotto attentamente nella nostra lingua ed ora la Alberti & C. lo ha dato alle stampe a vantaggio degli aretini di oggi.